Wednesday, March 11, 2026
HomeBusinessMilan-Inter 1-0 gol di Estupinan

Milan-Inter 1-0 gol di Estupinan

L’ecuadoriano graffia in chiusura di primo tempo e determine la tremendous sfida tra i rossoneri e l’Inter: Allegri salge a -7 dalla squadra di Chivu e torna a sperare 

A naso, in settimana sono stati i milanisti a uscire di meno, proprio come voleva Leao. Perché l’Inter che perde anche il secondo derby stagionale, nel primo tempo sembrava una squadra che aveva fatto serata: imprecisa, svagata, soffice are available in una stracittadina non bisognerebbe mai essere. Smaltiti i postumi, nella ripresa i nerazzurri si sono installati nella metà campo del Diavolo, senza però riuscire a spremerci nulla. Il Milan compie il dovere a cui period chiamato: prendersi tre punti che, prima di tutto, fortificano il secondo posto e poi – hai visto mai, le vie infinite del pallone – diminuiscono il fossato con la vetta da 10 a 7 metri (qui la classifica). Sono sempre tanti, ma sono tante anche le dieci giornate che rimangono. Un Milan che, sotto gli occhi di Cardinale – il cui ultimo derby in presenza period coinciso con la seconda stella nerazzurra – allunga a sette la serie positiva nella stracittadina (5 vittorie, 2 pareggi) e si regala un dato che fa sognare: l’ultima volta che il Diavolo aveva vinto due derby nello stesso campionato period stato il 2010-11, l’anno dello scudetto con Allegri in panchina.

LE SCELTE Nessuna sorpresa rispetto alle proiezioni di vigilia. Allegri ha affidato l’attacco a Pulisic e Leao, coppia di riferimento ancora alla ricerca di gloria, e la fascia sinistra a Estupinan. De Winter al centro della difesa. Chivu ha affidato le chiavi della squadra a Zielinski, con Mkhitaryan alla sua sinistra. Davanti Pio e Bonny, coppia fresca e soprattutto al debutto insieme dal primo minuto: Thuram è rimasto bloccato a casa con la febbre. In panchina Calha, Dumfries e Lautaro, presenza puramente motivazionale. Idea che però non ha funzionato granché. L’Inter del primo tempo è stata tutto tranne che motivata. E non si tratta di piano-gara: una squadra che deve difendere dieci punti di vantaggio è normale che non attacchi scriteriatamente e non si lasci trasportare dalla trance da derby. No, qui si tratta di una quantità eccessiva di errori tecnici uniti a un atteggiamento non all’altezza di una partita così delicata. Una mancanza di cattiveria agonistica decisamente inattesa in queste proporzioni: poco movimento, troppa morbidezza in fase offensiva. Avvisaglie peraltro arrivate fin dall’alba del match: minuto numero 3, Sommer rinvia corto, cortissimo sui piedi di Pulisic, che serve Modric. Il sinistro del croato fa ciao ciao al palo, sfilandogli a pochi centimetri. Altri esempi? Due palle per nulla banali spedite in attacco all’attenzione di Bonny, che è apparso oltre la soglia dell’indolenza. Una partita in cui comunque i due attacchi non sono praticamente pervenuti e un giocatore è stato fischiato dall’inizio alla tremendous: Bastoni, oggetto anche di cori dello stadio rossonero. La simulazione di Inter-Juventus continua advert accompagnarlo.

TANTI ERRORI Di fronte a tutto questo, ovvero un’Inter deliberatamente guardinga, dedita per lo più alle ripartenze e poco propensa a verticalizzare, il Milan ovviamente ha alzato l’asticella del coraggio. Nulla di trascendentale, gli errori tecnici visti da una parte si sono palesati anche dall’altra. Però i rossoneri sono stati mediamente più aggressivi, nei raddoppi e sulle seconde palle. Comunque, niente gabbie: Modric e Zielinski non sono quasi mai stati soffocati nell’avvio dell’azione: l’Inter lo ha fatto per scelta, il Milan per abitudine. La partita è sbocciata dopo 34 minuti in cui nessuno aveva ancora tirato nello specchio, quando l’Inter ha avuto l’opportunità limpida di passare in ufficio riscossioni: il Diavolo ha perso palla in attacco e i nerazzurri si sono ritrovati in contropiede tre contro due, ma quando Mkhitaryan si è trovato a tu per tu con Maignan è stato inspiegabilmente smooth. Destro debole e centrale sul corpo del portiere e mani nei capelli. Nel solco di un grande classico – gol sbagliato, gol subìto -, il Milan un minuto dopo è passato: Fofana ha premiato la corsa di Estupinan, che è sfuggito a un colpevole Luis Henrique (in ritardo nella copertura della diagonale) e infilato Sommer con un sinistro potentissimo sotto la traversa. Il vantaggio ha ovviamente variato l’inerzia di tutta la partita. Più che altro ha sciolto gambe e pensieri del Milan, alimentato dall’adrenalina del gol. Niente pericoli concreti per Sommer, ma un primo tempo chiuso con personalità.

POCO LUCIDI La ripresa è stata decisamente diversa. A quel punto l’Inter, costretta a rivedere la strategia complessiva, ha alzato drasticamente il baricentro, usando ciò che period mancato nel primo spherical: personalità, pressione e convinzione, alle quali però non ha fatto grande compagnia la lucidità al momento del penultimo passaggio. Il Milan si così ritrovato rintanato davanti alla propria space, situazione che peraltro da quando c’è Allegri non genera un panico particolare. Dunque Diavolo di ripartenza – male Leao che ha sprecato un’assistenza di Pulisic – e Inter da grandi manovre, culminate nel secondo errore capitale della serata: Mkhitaryan ha appoggiato morbido nel cuore dell’space per Dimarco, che ha alzato troppo la mira. Errore pesante. Poi, cambi assortiti. Dentro Dumfries, Sucic, poi Ricci, Füllkrug, Frattesi e Nkunku. Manovre che non hanno sortito effetti. L’ultimo brivido è doppio, in pieno recupero: prima Carlos Augusto infila – con la schiena – Maignan su calcio d’angolo, gol annullato perché Doveri aveva già fischiato l’interruzione del gioco. Poi il tocco con il braccio di Ricci su cui Doveri lascia correre.

la partita 

—  

A San Siro è il momento del derby, di una stracittadina che può riaprire o probabilmente chiudere una stagione, di una partita che mai sarà come le altre anche se la posta in palio non fosse alta come oggi. Vincendo, il Milan attualmente a -10 dall’Inter potrebbe riaprire il discorso scudetto piazzandosi a -7 dai nerazzurri. Dall’altra parte è enorme l’occasione per la squadra di Chivu, che vincendo allungherebbe addirittura a +13 a ten giornate dalla tremendous.

Suhas
Suhashttps://onlinemaharashtra.com/
Suhas Bhokare is a journalist covering News for https://onlinemaharashtra.com/
RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Most Popular

Recent Comments